Laboratorio di lettura e ascolto nell’area Sarpi/Sempione – Arco della Pace

Il laboratorio nasce nel 2013 da una esperienza di adesione al ComitatoXMllano Sarpi/Sempione uno dei tanti sparsi nella città, per dare seguito all’ampia partecipazione per l’elezione di Pisapia a Sindaco, Si vuole “mettere in pratica il cambiamento”, lavorare per una “città partecipata”, nei luoghi dove si abita e si vive quotidianamente. Il progetto prende le mosse da questa adesione, dall’esigenza di capire se e come si stia diffondendo in questa area una “cultura partecipativa” e una “mentalità collaborativa”, se e come siano percepite e vissute le trasformazioni dell’area e dello spazio pubblico: uno sguardo ravvicinato sulla vita quotidiana, un dare voce anche a chi non prende parte attiva alle iniziative delle associazioni esistenti nell’area. La situazione appare per molti aspetti adatta a sperimentare quello che abbiamo chiamato tessuto di lettura sulla città che cambia, per chi avrebbe fatto la ricerca e per i suoi possibili “utilizzatori”.

L’area Sarpi/Sempione – un’area storica del centro di Milano – presenta molti dei segni che hanno trasformato la città negli ultimi due decenni e prefigura la possibile Milano futura. Il codice a barra che separa le due zone sta effettivamente a significare che c’è una linea di confine da attraversare: là un “quartiere” che sul web è raccontato con nostalgia e affetto dai vecchi abitanti, esemplare per ricostruire la storia del commercio milanese e noto per la presenza della comunità cinese che risale molto indietro nel tempo, intorno al 1920. Tutta diversa la zona Sempione/Pagano a ridosso del Parco preferita dalla vecchia e nuova borghesia milanese, anche in questo caso tracce della sua storia si trovano sul web. Entrambe, dagli anni ’90 in continua trasformazione, prefigurano una possibile Milano futura. In Sarpi, arriva il commercio all’ingrosso cinese che però convive con negozi storici e attività economiche di punta (ad es. si aprono in Sarpi, nel 2009 la prima sede italiana di The Hub, e nel 2010 Presso presentato come il primo locale al mondo simile a “una casa dei sogni a disposizione del tempo che vuoi”). Nell’area intorno all’Arco della Pace fiorisce “la movida” e si sviluppa un’economia dell’intrattenimento mentre scompaiono le poche attività commerciali al dettaglio, aumentano gli uffici e gli storici abitanti invecchiano. Dunque una situazione di diverso e profondo cambiamento dell’assetto urbano e della qualità della vita quotidiana.

Altri ricercatori si interessano al progetto, si creano collegamenti con progetti analoghi, ancora nuovi ingressi e alcune uscite. L’attività ha avuto sia pause che intensi momenti di lavoro, continui gli aggiustamenti del progetto.

Il laboratorio nel suo primo anno di attività si è mosso in direzioni diverse. Raccogliere storie di vita quotidiana degli abitanti di entrambe le zone per trovare come è percepito e vissuto l’abitare e lo spazio urbano – i “percorsi emotivi “ – quali adattamenti e apprendimenti sono stati necessari (imparare a cambiare), quale “invenzione del quotidiano” (De Certeau) si è fatta avanti. E’ un lavoro di medio periodo, gli inizi sono stati incoraggianti. La seconda direzione, che in questi ultimi mesi si è rafforzata e arricchita, procede verso una collaborazione con le associazioni e i comitati attivi soprattutto in Sarpi (associazioni di commercianti e culturali, comitati di cittadini. Un piccolo arcipelago dove convivono soggetti portatori di istanze diverse, ma unite dall’intento di migliorare la qualità della vita privata-pubblica, e di recente mossi da una tensione a fare rete, a superare uno stato di frammentazione. Con alcune di loro il laboratorio ha condiviso il secondo “Natale in Sarpi” (2013), una festa rivolta anche alla città, proponendo ancora un’iniziativa di ascolto degli abitanti e dei frequentatori della zona, analoga a quella già sperimentata nello scorso anno intorno al tema generale del benessere e qualità dell’abitare quotidiano: la città-zona abitata. Abitata da chi? Dove? Come? Quando? Quello che va, che non va, che potrebbe andar meglio e il nuovo da realizzare. Quest’anno, ascolto e discussione pubblica su “Stare camminare muoversi nel quartiere”: modi d’uso degli spazi pubblici e privati, pratiche di riappropriazione da parte di chi abita lavora e vive la zona, creazione di occasioni di socialità.

Voglia di quartiere, voglia di città
Il sentire metropolitano
Un punto di ascolto per chi vive lavora frequenta Sarpi e dintorni
Come occupiamo lo spazio
Prendersi cura dell’abitare
Pratiche quotidiane di socialità urbana
Pratiche dell’abitare
Letture dell’abitare e del vivere quotidiano
Confini distanze prossimità

Con Guido Martinotti abbiamo condiviso l’idea di Milano ODD e i primi passi del Laboratorio. Discutevamo con entusiasmo l’iniziativa di interpellare e ascoltare gli abitanti dell’area e in particolare i commercianti. Era convinto che la lettura di un’area della città e dei suoi cambiamenti dovesse prestare ascolto a questi “attori” che accomunava, pur nella loro diversità, agli addetti ai portierati. “Attenti osservatori e ferrati conoscitori” – diceva – “della loro zona e dei movimenti che la attraversano”.

Leggi qui la città di Guido Martinotti.
Leggi qui l’esito della prima inchiesta.

Il referente è Giuliana Chiaretti
milano.odd@gmail.com

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